Artista

L’Arte, mia profonda compagna di vita, mi nutre fin dall’ infanzia, rappresenta una scelta di vita.
Per me, creare è sempre stato un bisogno intimo e allo stesso tempo una spinta a lasciare quest’azione al mondo, alla terra.
Nella mia vita ha sempre rappresentato una porta d’accesso verso me stessa e verso il mondo lontano dal mio ombelico.
Ciò che mi restituisce la pratica artistica è la consapevolezza di essere un mezzo affinché la creazione si compia. Mi rende sempre la possibilità di stupirmi, come una bambina, quello che sgorga dalla punta di un carboncino. Mi piace pensare che sia l ’arte a creare l’artista, se l’artista crea lo spazio per potere accogliere l’arte. Ritengo che debba essere al servizio dell’universo, in tal caso l’universo la restituisce attraverso l’armonia fra spazio, suono, forme, colori e segni.
Nella disarmonia c’è sempre una struttura sotterranea armonica che sostiene le direzioni. Se in alcuni momenti del cammino dell’artista si presenta lo smarrimento, si ritrova la via con un pezzetto di consapevolezza in più.

“Un albero occupa soprattutto del tempo,
due alberi occupano il medesimo tempo ma uno spazio maggiore...”
Mario Merz

Gli alberi , esseri meravigliosi, dalla terra si ergono dritti o storti all’insù verso il cielo, sono dei conduttori di informazioni che dalla terra vanno verso il cielo e dal cielo vanno verso la terra. Li abbraccio e sento che ognuno rilascia vibrazioni sonore particolari.
Quando mi trovo di fronte ad alberi molto alti mi chiedo che clima ci possa essere lassù in cima alle chiome e come possa essere il mondo visto dalla posizione di un albero. Le loro radici sono braccia sotterranee che affondano nella terra. I rami mi danno un senso di sospensione nello spazio molto grande, anche se sono ancorati al tronco, forse è proprio perché sono ancorati che si possono sospendere. E commovente sentire la forza che li spinge verso l’alto e quella che li spinge verso il basso.
Superata l’adolescenza il mio interesse per la realtà, da un punto di vista artistico, mi abbandonò.
Oggi, il mio interesse per gli alberi non è nato come bisogno di disegnarli, di studiarli da un punto di vista tecnico ma come urgenza a stimolare un’osservazione risvegliata verso ciò che ci permette di respirare.
La mia domanda è: “ dove sono andati a finire gli alberi?

“Gli alberi sono le colonne del cielo se cadono loro,
ci cadrebbe addosso un pezzo di cielo”
Siddhartha Gautama