Ayurveda

L’ayurveda è un cammino che offre strumenti semplici e genuini, molto vicini a tutti gli esseri viventi, che aiutano ogni individuo a conoscere la propria natura.
Per me, uno degli strumenti più importanti, è prendersi cura quotidianamente di noi stessi/e.
Le semplici Sadhana, attenzioni e azioni, praticate ogni giorno sono paragonabili a tanti piccoli mattoni fatti di buona argilla che servono a costruire una casa sana.
Il nostro corpo è la prima casa di cui ci si prende cura affinché la mente e lo spirito siano aiutati a realizzarsi. Ogni pratica del giorno vissuta come rito sacro ci rende consapevoli dei nostri cambiamenti, dai più piccoli a quelli grandi, che avvengono in noi nell’arco di una intera vita.
Al mattino, appena sveglia, ho bisogno di ringraziare per esserci e per tutto ciò che c’è. Ascolto il mio respiro e sento come sto.

Nel Charaka Samhita si racconta che quando sulla terra comparvero le malattie a ostacolare la vita degli esseri viventi, un gruppo di saggi provenienti da ogni angolo della terra, mossi da compassione per tutte le creature, si riunirono in un luogo propizio sulle pendici dell’Himalaya per trovare un rimedio. Con questo atteggiamento, entrarono in meditazione e trovarono l’aiuto di Indra, il Signore degli Dei, che li avrebbe istruiti sul modo appropriato per contrastare le malattie. Deputarono così uno di loro, Bharadvaja, ad andare da Indra per imparare l’Ayurveda. Al suo ritorno Bharadvaja impartì la conoscenza dell’Ayurveda ad Atreya che ebbe sei discepoli, ognuno dei sei discepoli ùdi Atreya scrisse un trattato di Ayurveda. La maggior parte di quei trattati è andata perduta, ma l’opera di uno di essi, Agnivesa, o per lo meno una parte di essa, è giunta fino a noi nella forma del Charaka Samhita. In un altro racconto mitologico sembra che Dhanvantari, il medico degli Dei, venne mandato da Indra sulla terra per diffondere la conoscenza della medicina. Dei suoi discepoli Sushruta era particolarmente esperto nell’arte della chirurgia e scrisse un trattato sull’Ayurveda noto come Sushruta Samhita. Questo trattato riguarda soprattutto la chirurgia anche se parallelamente si occupa della medicina generale. In epoca posteriore Vagbhata scrisse l’Ashtanga Hridaya che descrive l’Ayurveda in forma poetica e che riunisce la sapienza di Charaka nella medicina e l’arte di Sushruta nella chirurgia.