Bio

Sono nata in un paesino di mezza montagna, a forma di stivale, situato sulla strada che porta alla Sila Grande, mi è toccato chiudere un ciclo di ben nove fratelli.
Un ricordo vivo rimasto impresso nei miei occhi di bambina, i ghiaccioli lunghissimi che si formavano durante le lunghe nevicate, alcuni erano alti quanto me.
Non vissi molto a Longobucco, mio padre già emigrante, prima che ionascessi e probabilmente stufo di vivere lontano dalla famiglia, decise di coinvolgerci nell’emigrazione, trasferendo l’intera famiglia in Germania. Anni sessanta, avevo appena
compiuto sei anni.
Sono nata sopra un tavolo in legno della cucina di casa, mio fratello, cinque anni più grande di me, era nascosto sotto il tavolo perché voleva vedermi nascere. Ogni volta che penso alla mia nascita, così come mi è stata raccontata, mi viene in mente un dipinto di Marc Chagall, la donna partoriente con un omino sotto il letto della donna.
La Germania mi ha formata dai sei ai quasi dodici anni, sapevo benissimo quali erano i miei interessi, danza, musica e arte. Dimenticavo, girovagare in solitudine.